Moldavi in Italia
Reportage di Michele Lanna
La Moldova è un piccolo paese, situato tra la Romania e l’Ucraina, con una popolazione di circa 5 milioni di persone; fino a qualche anno fa le sue attività produttive fondamentali erano la produzione di vini e l’agricoltura. Tra i paesi post- comunisti è considerata uno dei più poveri.
All’inizio degli anni novanta, i leader moldavi di allora guidarono la “connessione” (annessione di fatto) alla Romania che portò ad una guerra civile durata 3 anni e terminata con la divisione del territorio.
Risultato della guerra civile fu, infatti, la perdita, da parte della Moldova, dell’importante provincia, della Transdnistria, senza dubbio la più industrializzata.
Nel 2001, sotto la guida di Vladimir Voronin il partito comunista moldavo (PCRM) giunse al potere.
Con la rielezione, ad inizio aprile di quest'anno, di Voronin alla presidenza della Repubblica, la Moldova ha confermato l’indirizzo filo-occidentale della sua politica estera. Mosca, per mantenere la propria influenza politica, ha adottato sanzioni economiche e non manca d’indirizzare frecciate diplomatiche in direzione di Chisinau.
La svolta, a dire di Voronin, è stata determinata dalle politiche del presidente Putin dirette a “re-colonizzare la Moldova” e dar prova alle altre ex-repubbliche sovietiche che Mosca non vuole perdere la propria influenza sulla regione.
Voronin dopo la sua rielezione, ha subito dichiarato che “l’integrazione della Moldova nell’Unione Europea deve essere considerata non come un normale slogan politico, ma come un processo stabile ed irreversibile…il paese del resto è pronto per l’apertura all’economia di mercato”.
Il primo ministro Tarlev, nominato da Veronin, ha rincarato la dose, manifestando la volontà del governo di “stroncare la corruzione e condurre l’ex repubblica sovietica più vicino all’Europa anche attraverso … un riformismo economico che renda il paese interessante per gli investimenti stranieri”.
In verità, i comunisti del 2005 hanno poco a che vedere con quelli del 2001 che, avevano costruito forti legami con la Russia ed il CSI (Comunità degli Stati Indipendenti), “controllato” da Mosca al fine di mantenere una rete multilaterale di accordi che potesse garantire il perdurare dell’influenza russa sulle ex repubbliche sovietiche.
La diversa tendenza filo occidentale si coglie, anche, dalle aperture nei confronti di Romania, Ucraina e Georgia e dai chiari messaggi indirizzati a Bruxelles e Washington.
La Banca Mondiale ha dato fiducia alle intenzioni del governo adottando, nel dicembre 2004, una strategia di assistenza per la repubblica
Moldova, consistente in un importante sostegno economico.
Dopo quanto accaduto in Georgia ed Ucraina, la “tendenza” moldova conferma la strada intrapresa da molte ex repubbliche sovietiche. La differenza, per certi versi allarmante per Mosca, del caso moldavo è, però, rinvenibile nel fatto che il cambiamento di rotta è avvenuto internamente al partito di maggioranza, senza rivoluzioni o manifestazioni in piazza.
La Russia, ben consapevole della gravità della situazione, ha messo in piedi quello che è stato definito il “Piano di misure per il mantenimento dell’influenza russa nella Repubblica di Moldova”, i dettagli, però, di tale strategia sono rimasti segreti...
La diretta conseguenza del “piano” è che Mosca ha bloccato una parte importante delle importazioni di prodotti moldavi in Russia (carne, prodotti tessili, frutta e verdura) ed il prezzo del petrolio, in direzione di Chisinau, è lievitato enormemente.
Il messaggio che sottintende a queste sanzioni economiche è chiaramente indirizzato all’elettorato: se l’attuale governo rimane al potere, la Moldova soffrirà dal punto di vista economico.
Probabilmente, tali misure sono finalizzate ad innescare un sollevamento popolare per liquidare quel cliente scomodo che è diventato Voronin.
La Moldova, da parte sua, lavora per aumentare il ruolo politico del GUUAM (organizzazione filo-occidentale che gode del favore degli Stati Uniti, alla quale partecipano Georgia, Ucraina, Uzbekistan, Azerbaijan e Moldova) che si contrappone al CSI, citato prima, che attraversa un periodo di crisi.
Il GUUAM è diventato il primo interlocutore della Moldova per la risoluzione del problema della Transdnistria e lo strumento prediletto per “traghettare” verso l’Europa i paesi che aspirano all’adesione.
Non si può, quindi, considerare il fenomeno moldavo come qualcosa d’isolato.
Il cambiamento di rotta della classe dirigente e le conseguenze di tale presa di posizione si spiegano in gran parte in chiave internazionale, come riflesso di un movimento politico che in Europa dell’Est sta causando il distacco di paesi strategicamente importanti dall’influenza russa, trascinandoli verso l’Europa, sia essa preparata ad accoglierli o meno.
Il processo di democratizzazione e liberalizzazione dell’economia si apre a nuovi sviluppi in un paese, come Moldova, in cui non v’è stata una rivoluzione o un movimento popolare ma una classe politica capace d’intravedere fuori dall’orbita di Mosca opportunità migliori.
Molto, però, resta ancora da fare, soprattutto in ambito economico, affinché la Moldova si avvicini maggiormente all’Europa.
Benché il PIL sia cresciuto nel 2004 del 7,0% e negli ultimi 3 anni la Moldova abbia guadagnato il primo posto in quanto a tassi di crescita all’interno della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), il reddito medio del paese si attesta sui 26 euro pro capite.
I salari vengono inoltre tenuti bassi dalle politiche poste in atto dagli investitori stranieri, soprattutto italiani, statunitensi e tedeschi, attratti esclusivamente dai bassi salari.
A ciò si aggiunga un tasso d’inflazione che nel 2004 è stato del 12,5 %.
La Moldova, quindi, deve cambiare il proprio antiquato apparato normativo in ambito finanziario; porre un freno all’imperante corruzione, snellire la burocrazia, modernizzare l’apparato infrastrutturale e, soprattutto, investire nel capitale umano per porre un freno all’emigrazione.
Si tratta di un processo riformatore che non si presenta certo semplice da implementare ma, per avvicinarsi all’Europa, il futuro presidente dovrà invertire l’approccio dei governi precedenti e cercare di articolare politiche più aperte al libero mercato, impegnandosi nella privatizzazione del settore pubblico e ponendo un serio freno alla corruzione che pesa come un macigno sull’efficienza del paese.
Ho incontrato non poche difficoltà per rintracciare la comunità moldava presente in Campania e ciò, nonostante i dati dicano che in Italia è presente una numerosa comunità di cittadini moldavi, per lo più, irregolari. Probabilmente è stato proprio il fenomeno dell'ingresso e permanenza dei clandestini ad impedire il coagulo dei cittadini moldavi in comunità ed associazioni locali. Questa solitudine dell'immigrato moldavo ha favorito l'insediamento di soggetti malavitosi nelle zone dove maggiore è la presenza moldava, consentendo la formazione di un racket, interno alla comunità, che sfrutta manodopera, fa da sponda alla tratta delle donne da avviare alla prostituzione, organizza bande criminali difficilmente controllabili ed individuabili.
L’unica associazione di cittadini moldavi che sono riuscito ad individuare in Campania ha sede a Mercato S. Severino in provincia di Salerno.
Il presidente dell’associazione “Steaua”, la sig.ra Stela Iarmolovici, contattata telefonicamente manifesta la sua disponibilità ad incontrarmi a Napoli; ci vediamo mercoledì 6 luglio al “Caffè Gambrinus” in piazza del Plebiscito.
Arriva in pullman, è una donna minuta ma si capisce subito che è una persona determinata.
D. Sig.ra Iarmolovici, innanzitutto… come si dice Moldova o Moldavia …?
R. Sotto l’impero sovietico si diceva Moldavia …dopo il disfacimento dell’U.R.S.S. ha ripreso il suo nome originale di Moldova.
D. Che consistenza ha la vostra associazione; come siete organizzati ?
R. Siamo molti in Campania, ma poco organizzati; io sono a Salerno da circa 6 anni eppure sono riuscita a coinvolgere attivamente nell’associazione non più di 20 persone. Ultimamente, il flusso d’immigrati dalla Moldova è molto aumentato ma non c’è grande disponibilità ad associarsi, chi è già integrato fa vita a se.
D. Quando è iniziato il fenomeno migratorio verso l’Italia ?
R. All’incirca nel 1995-1996, in quel periodo c’era una grossa crisi economica.
D. Perché l’Italia ?
R. Non è troppo lontana, è un paese ricco, si vive bene, impariamo subito la lingua…un’opportunità per noi.
D. Imparate subito la lingua ?
R. Certo, non tutti sanno che il moldavo è una lingua neolatina, non è mica cirillico…
D. Che lavoro svolge ?
R. Svolgo diverse attività, soprattutto, mi occupo dello sportello “Tam Tam” presso il Comune di Salerno, gestito dall’Associazione “Arci Nuova Salerno”; il progetto mira all’integrazione, all’orientamento ed al sostegno agli immigrati. Io sono maestra elementare, nel mio paese ho insegnato per 5 anni; in Italia, invece, come le dicevo, partecipo a progetti come mediatrice culturale, faccio traduzioni dei documenti agli immigrati, russi, ucraini, rumeni, moldavi…
D. Conosce tutte queste lingue ?
R. La lingua moldava è simile al rumeno, in pratica è la stessa lingua, inoltre, quando eravamo parte dell’U.R.S.S. imparavamo a scuola il russo. Mio padre, tra l’altro era insegnante di russo, per cui è una lingua per me molto vicina.
D. Quando è arrivata in Italia ?
R. Sono arrivata nel 1999, con un visto turistico, scaduto il quale ho vissuto da irregolare per circa 3 anni. Il permesso di soggiorno l’ho ottenuto con la sanatoria Bossi-Fini.
D. E’ stato difficile inserirsi ?
R. All’inizio ho lavorato per tre anni in una famiglia … lì i bambini, di circa 8-10 anni, erano un pò maleducati. L’educazione dei bambini qui da voi è un po’ diversa, qui hanno più opportunità e sono un po’più …viziati. Dopo, invece, ho lavorato presso una famiglia di un livello socio-culturale più elevato, presso la quale collaboro ancora oggi; lì mi trovo bene…sono loro che mi hanno insegnato l’italiano…devo dire sono molto affezionata a loro …ai bambini, Carlo e Rosario…lo sa come dice la madre….Carlo è diventato “Stela-dipendente”…
D. Perché è venuta qui da noi ?
R. Sono venuta in Italia perché dopo lo scioglimento dell’U.R.S.S., la situazione economica in Moldova è diventata difficile; lo stato non pagava più le pensioni né gli stipendi…i miei genitori sono pensionati, erano insegnanti e non ricevevano più la pensione ed io …lo stipendio. La nostra economia era completamente bloccata.
La mia insegnante di scuola elementare, che aveva 2 figlie già in Italia, mi ha dato informazioni e mi ha indirizzato. In verità ho lavorato prima a Mosca per guadagnare i soldi per venire in Italia; altre persone, invece, fanno debiti che poi devono pagare dopo…
D. Si stava meglio quando si stava “peggio” ?
R. Quando facevamo parte dell’Unione Sovietica non avevamo problemi economici …certo c’era un po’ di ostruzionismo verso la religione…le chiese erano poche e poco frequentate…le feste religiose si festeggiavano in tono minore.
D. Cosa l’ha colpita di più del nostro paese ?
R. Ma…soprattutto, il mare…la montagna…da noi non ci sono…
D. Al di là di questo, quali sono le differenze culturali più importanti ?
R. Forse la stabilità della famiglia, da noi non ci sono troppe separazioni, divorzi…anche se le ultime volte che sono stata in Moldova ho sentito anche da noi cose di questo tipo. Quelle che potrebbero sembrare differenze culturali molto spesso, però, sono differenze economiche…da quando sono qui, vado al cinema, al teatro…sono una persona un po’ diversa.
D. E gli italiani ?
R. Cosa le posso dire… è difficile generalizzare; alcuni italiani sono stati gentili con me altri meno…io ho cercato di frequentare un buon ambiente …sono stata attenta;. mi hanno trattata sempre bene ma credo dipenda anche da come ti poni…
D. Ha desiderio di ritornare in Moldova ?
R. Per il momento la mia vita è in Italia …in futuro si vedrà. Nel vostro paese posso lavorare, ho la possibilità di crescere e…sto qui. Anche se devo dire che sono tornata in Moldova alla fine di agosto 2003 e ad ottobre 2004 ed ho trovato una situazione migliore …hanno aperto locali, pizzerie, negozi.
D. Mi racconta la sua giornata tipo ?
R. Io sono nubile e non ho figli, nella mia vita c’è molto lavoro. Dal lunedì al giovedì lavoro all’A.S.L. di Salerno dove mi occupo di mediazione interculturale; faccio traduzioni anche per il Tribunale; il mercoledì, per due ore circa, collaboro al progetto TAM TAM, come le dicevo, poi vado in palestra e, ultimamente, frequento la scuola di ballo…latino-americano, balli di gruppo…
Squilla il telefonino di Stela, credo che sia una sua connazionale in quanto parla velocemente in moldavo (???).
Terminata la telefonata mi dice…era una donna moldava che prima stava a Salerno, ora vive a Venezia …per trovare lavoro, lì è più facile. Voleva sapere se a Venezia c’è un’associazione come “Tam Tam”…(con una punta di orgoglio aggiunge) sa, io sono un po’ il punto di riferimento di donne non solo moldave, ma anche rumene…si rivolgono a me per informazioni…per trovare lavoro.
D. Molti italiani sono attratti dalla bellezza e dal temperamento delle donne dell’est; come sono le donne moldave ?
R. ...(sorride) sono donne normali. Quelle che conosco in Italia lavorano soprattutto come badanti e, devo dire, sono ben integrate. Quando non sai parlare italiano, non conosci le leggi…non sei indipendente, autonomo…non sai esporre le tue ragioni e ti senti inferiore, umiliato … debole. Quando, invece, hai la possibilità di comunicare, la gente capisce che non sei diversa da loro…che sei una persona con pregi e difetti.
D. Esiste un problema di sfruttamento della prostituzione ?
R. Certo, molte donne arrivano qui con il miraggio di una vita migliore…le ragioni dello sfruttamento, poi, sono molteplici…sicuramente, c’è l’ingenuità…credono alle promesse di persone senza scrupoli…magari il loro vicino di casa e, poi, …restano intrappolate…
L’intervista è finita, lasciamo il “Gambrinus” e percorriamo insieme Via Roma che pullula di gente che passeggia; continuiamo a parlare e le manifesto la mia impressione avuta durante l’intervista…”una violenta proiezione verso il futuro…come se avesse paura “di perdere tempo” … e l’ansia di recuperare quello perduto”. Non risponde, sorride in maniera solare e mi dice che a settembre inizierà il corso di perfezionamento in mediazione interculturale…